Un’impresa è in difficoltà: cosa valutare
Quando un’impresa attraversa una fase di difficoltà economica, finanziaria o organizzativa, intervenire tempestivamente può essere importante per comprendere la situazione e valutare le alternative disponibili.
Prima di assumere decisioni è utile ricostruire i dati essenziali, individuare debiti, crediti, scadenze e rapporti contrattuali e comprendere quali siano le criticità che richiedono maggiore attenzione.
Questa guida ha carattere generale e informativo. Non costituisce una valutazione della singola impresa e non sostituisce l’esame della documentazione contabile, finanziaria, contrattuale e giuridica e della normativa applicabile.
1. Quali sono i primi segnali di difficoltà?
Una situazione di difficoltà può manifestarsi in modi diversi: riduzione degli incassi, ritardi nei pagamenti, aumento dei debiti, problemi con fornitori o clienti, difficoltà nella gestione ordinaria oppure scadenze che diventano difficili da rispettare.
È utile individuare i segnali già presenti senza attendere necessariamente che la situazione diventi un’emergenza.
In pratica: annota i problemi che si sono manifestati recentemente e prova a distinguere quelli occasionali da quelli che si stanno ripetendo.
2. Qual è la situazione finanziaria?
Per comprendere la situazione è necessario avere un quadro il più possibile aggiornato delle disponibilità finanziarie, dei pagamenti da effettuare e delle entrate previste.
Possono essere utili estratti conto, scadenziari, situazione dei debiti, documentazione contabile e informazioni relative agli incassi attesi.
L’analisi giuridica deve essere coordinata, quando necessario, con i dati economici e finanziari disponibili.
3. Quali crediti deve incassare l’impresa?
Non è sufficiente conoscere l’ammontare complessivo dei crediti: può essere importante comprendere quali siano esigibili, quali siano scaduti e quali presentino difficoltà di incasso.
Per ogni posizione può essere utile verificare il soggetto debitore, l’origine del credito, la scadenza, la documentazione disponibile e le eventuali comunicazioni già intercorse.
Quando emergono contestazioni o disaccordi con un cliente, può essere utile consultare anche la guida Una controversia sta iniziando: cosa valutare.
4. Quali debiti e scadenze devono essere gestiti?
Raccogliere in modo ordinato i debiti e le relative scadenze consente di individuare gli impegni più ravvicinati e le situazioni che possono produrre conseguenze rilevanti.
Possono rientrare nella ricostruzione debiti verso fornitori, finanziatori, lavoratori, enti pubblici e altri soggetti, tenendo conto della specifica situazione dell’impresa.
Quando esistono termini ravvicinati, può essere utile consultare anche la guida Ho una scadenza: cosa verificare.
5. Quali contratti sono importanti per l’attività?
I rapporti contrattuali possono incidere in modo significativo sulla situazione dell’impresa.
È quindi utile individuare i contratti più importanti e verificare durata, costi, obblighi, rinnovi, recesso, penali, garanzie e altre condizioni che possono influire sulla gestione.
Quando un contratto deve essere modificato, rinnovato o sottoscritto, può essere utile consultare anche la guida Prima di firmare un contratto: cosa verificare.
6. Ci sono comunicazioni o richieste alle quali rispondere?
Una difficoltà aziendale può essere accompagnata da comunicazioni di fornitori, clienti, finanziatori, enti pubblici o altri soggetti.
È importante conservare queste comunicazioni e verificare se contengano richieste, contestazioni, termini o scadenze.
Se una comunicazione è stata ricevuta tramite PEC, può essere utile anche la guida Ho ricevuto una PEC: cosa verificare.
7. Esistono termini o scadenze ravvicinate?
Una situazione di difficoltà può diventare più complessa quando vengono trascurate scadenze già conosciute.
Predisporre un elenco delle date rilevanti permette di distinguere le attività urgenti da quelle che possono essere pianificate successivamente.
In pratica: per ogni scadenza indica la data, il soggetto interessato, l’attività da compiere e il documento dal quale deriva.
8. Quali documenti è utile raccogliere?
Per una prima ricostruzione è utile predisporre una raccolta ordinata della documentazione.
Possono essere necessari:
- bilanci e situazione contabile disponibile;
- scadenziari di debiti e crediti;
- estratti conto e documentazione finanziaria pertinente;
- contratti principali;
- fatture e documenti relativi ai crediti e ai debiti;
- comunicazioni ricevute e inviate;
- PEC e relative ricevute;
- eventuali atti o richieste della Pubblica Amministrazione;
- documentazione relativa a finanziamenti o altre obbligazioni.
Una breve cronologia degli avvenimenti può essere utile quando le difficoltà si sono sviluppate nel tempo.
9. Cosa posso verificare autonomamente?
Prima di richiedere un approfondimento è possibile effettuare una prima ricostruzione:
☐ Ho individuato i principali segnali di difficoltà.
☐ Ho raccolto una situazione aggiornata delle disponibilità e degli impegni finanziari.
☐ Ho individuato i principali crediti e la loro situazione.
☐ Ho individuato debiti e scadenze.
☐ Ho raccolto i contratti più importanti.
☐ Ho verificato le comunicazioni e le eventuali richieste ricevute.
☐ Ho individuato le scadenze più ravvicinate.
☐ Ho raccolto la documentazione economica, finanziaria e contrattuale disponibile.
10. Quando può essere necessaria un’analisi specifica?
La prima ricostruzione consente di mettere ordine nei dati, ma non sempre permette di comprendere quali siano le conseguenze delle diverse alternative.
Può essere necessario valutare i rapporti contrattuali, gli obblighi esistenti, le posizioni creditorie e debitorie, le scadenze, le comunicazioni ricevute e le possibili iniziative da assumere.
Quando la situazione presenta profili economici, finanziari e giuridici collegati, può essere utile coordinare le diverse informazioni prima di assumere decisioni.
11. Quando è importante intervenire tempestivamente?
Una valutazione preventiva può essere particolarmente utile quando le difficoltà iniziano a incidere sulla capacità dell’impresa di rispettare gli impegni o quando le scadenze diventano difficili da gestire.
Disporre di tempo può consentire di raccogliere la documentazione, comprendere le diverse posizioni e valutare le alternative prima che la situazione diventi più complessa.
La valutazione preventiva non garantisce uno specifico risultato e non può eliminare conseguenze già prodotte, ma può aiutare a individuare tempestivamente gli aspetti che richiedono attenzione.
12. Quando può essere utile una consulenza?
Una consulenza può essere utile quando l’impresa deve comprendere la propria posizione giuridica, valutare un rapporto contrattuale, gestire una comunicazione o una richiesta, affrontare una situazione di difficoltà o valutare le alternative disponibili.
Può essere particolarmente utile quando sono presenti più rapporti collegati e occorre ricostruire la situazione nel suo complesso.
Esperienza nella composizione negoziata della crisi d’impresa
Lo Studio può mettere a disposizione anche competenze relative alla composizione negoziata per la Crisi d’Impresa ex D.L. 118/2021, nell’ambito delle qualifiche professionali del Prof. Paolo Pilati.
La valutazione della situazione può essere coordinata, quando necessario, con le altre professionalità coinvolte nella gestione economica, finanziaria, contabile o professionale dell’impresa.
Consulenza giuridica stragiudiziale
Lo Studio svolge attività di consulenza giuridica stragiudiziale finalizzata all’analisi di situazioni concrete, documenti, rapporti contrattuali e comunicazioni e alla valutazione delle possibili alternative.
La consulenza non sostituisce le attività giudiziali o le altre attività professionali riservate dalla legge a professionisti abilitati.
Quando una situazione richiede un’attività riservata, l’impresa dovrà rivolgersi al professionista competente.
Prima che la difficoltà diventi un’emergenza
Una situazione di difficoltà non deve necessariamente essere affrontata quando tutte le criticità sono già diventate urgenti.
Quando possibile, una ricostruzione tempestiva permette di distinguere i problemi immediati dalle questioni che possono essere affrontate con maggiore programmazione e di valutare le alternative disponibili.
Checklist finale
Prima di considerare completata la prima ricostruzione, verifica:
☐ Ho individuato i principali segnali di difficoltà.
☐ Ho un quadro aggiornato delle entrate e degli impegni finanziari.
☐ Ho individuato i principali crediti e debiti.
☐ Ho verificato le scadenze più ravvicinate.
☐ Ho individuato i contratti più importanti.
☐ Ho raccolto le comunicazioni e le eventuali contestazioni ricevute.
☐ Ho riunito la documentazione economica, finanziaria e contrattuale pertinente.
☐ Ho individuato le questioni che richiedono una valutazione specifica.
☐ So quali decisioni devono essere assunte nel breve periodo.
☐ Ho valutato se sia opportuno intervenire prima che la situazione diventi più urgente.
La checklist serve a mettere ordine nella situazione. Non sostituisce l’analisi contabile, finanziaria o giuridica necessaria nei casi concreti.
La tua impresa è in difficoltà e vuoi comprendere la situazione?
Puoi rappresentare sinteticamente la situazione allo Studio, indicando quando possibile la natura delle difficoltà, le principali scadenze, i rapporti coinvolti e la documentazione disponibile.
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La migliore controversia è quella che non nasce mai.
